Un giudice dichiara scorrette le cause della RIAA


Un giudice ha accusato Warner Music, EMI, Vivendi Universal e Sony ecc. ( RIAA) di utilizzare una "tattica intimitadoria corporativa" ed di avere avvocati difensori collegati tra di loro.

Le ripetute e massicce denunce e la sensazione di queste attività corporative riescono letteralmente a terrorizzare anche gruppi notevoli di persone .

Un esempio è la denuncia collettiva contro tutti gli studenti della Università del Maine, semplicemente perchè qualche ip , appartenente al range di ip di quella università sarebbe coinvolto in attività di download illegale.

Non esiste una legislazione che consente di accusare una collettività , ogni denuncia deve essere nominale !

In questo caso , la RIAA dovrebbe intentate tante cause individuali quanti sono gli studenti della Università .

Invece , la sensazione di potenza trasmessa dalla causa collettiva intentata contemporaneamente da tutte le case discografiche americane ha fatto in modo che il giudice che si occupa del caso abbia acconsentito ad ottenere le informazioni richieste in questo modo scorretto : l'elenco degli studenti che frequentano i laboratori.

Ma la denuncia contro le case discografiche è stata trasmessa: la speranza è che , almeno , vengano multate per il loro corporativismo scorretto in modo da scoraggiare queste tipologie di denunce

Immaginate se fosse possibile una denuncia collettiva a tutti gli abitanti di , per esempio , Trastevere , poichè le case discografiche magari hanno individuato degli spot wi-fi pubblici da cui vengono effettuati download illegali ........

link: p2pnet.net

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