martedì 27 settembre 2005

Licenziato per un'email

Licenziato per un'email

A volte si pensa : che male c'è , invio questa e-mail a xxxxx per renderlo partecipe alle mie esperienze.

Ma se poi xxxxx la invia a yyyyy che la invia a zzzzz che la invia a .... si genera una di quei tam tam di internet involontari ma dannosi.

Attenti dunque ad inviare e-mail particolari , ecco qui cosa è accaduto ad un 22-enne americano :

Ha 22 anni Trevor Luxon, l'ultimo dipendente di Credit Lyonnais che si è licenziato dopoché un'email inviata ad alcuni amici è divenuta un passa parola via email su Internet.

L'email 'bollente'  ritenuta scandalosa raccontava di una bravata del giovane Luxon e di come una ragazza si era sessualmente avventata su di lui mentre lui era al telefono con la propria fidanzata...

Quando hanno saputo dell"email, i superiori di Luxon lo hanno sospeso dal lavoro e hanno indagato sull"accaduto. Nelle scorse ore una nota della banca ha fatto sapere che: "Il dipendente Luxon si è dimesso. Non ci saranno altri commenti".

La mail, ovviamente, continuerà a girare.

 

lunedì 26 settembre 2005

NUMERI 892: Una telefonata di cinque minuti può costare 10 euro!!

Tempesta sui numeri 892, costi inaccettabili

Ancora sotto accusa i nuovi numeri di informazione telefonica promossi in una grande campagna pubblicitaria. Ma sono solo la punta dell'iceberg. Le mosse dei consumatori


Roma - Una telefonata di cinque minuti può costare 10 euro? La risposta affermativa a questa domanda la forniscono Movimento Difesa del Cittadino e Altroconsumo, che puntano il dito sui servizi telefonici con prefisso 892.

Non solo quello fornito dalla società
Il numero Italia srl, quel famoso 892.892 che da qualche mese imperversa negli spot televisivi e radiofonici, ma anche i servizi informativi legati al 892.412 di Telecom Italia e al veterano degli spot 892 424 (detto anche 89.24.24) di Seat Pagine Gialle.

È opportuno evidenziare che l'utilizzo di questi servizi di informazione, e il sostenimento dei relativi costi, può perlopiù essere evitato da chi grazie a internet è in grado di accedere ai servizi gratuiti reperibili su web (come ad esempio
www.paginebianche,it, www.info412.it, www.paginegialle.it). Ma, qualora non si disponga di un collegamento internet, questi servizi possono essere utili e necessari: per questo motivo è importante essere puntualmente e correttamente informati sulle tariffe praticate.

Altroconsumo ha
pubblicato un prospetto comparativo con i costi dei vari servizi. Movimento Difesa del Cittadino, con l'intenzione di fare chiarezza su qualità e costi e servizi offerti, nei primi due giorni di settembre si è impegnata in un monitoraggio sui tre servizi, effettuando da un telefono domestico privato circa 100 chiamate, chiedendo informazioni di vario tipo relativamente a uffici pubblici, ristoranti, officine, negozi.

Per quanto riguarda la qualità del servizio, l'esito della ricerca evidenzia che la durata media di una telefonata per ottenere l'indirizzo è stata di circa tre minuti. La percentuale di insuccesso, cioè di chiamate concluse con l'ottenimento di informazioni errate, è stata pari al 3,5%.

I costi rilevati da MDC sui tre servizi, che sono stati riassunti in un
alcune tabelle si sono rivelati piuttosto elevati, sebbene conformi alle tariffe stabilite dall'Authority: in alcuni casi superiori ai 5 euro per 3 minuti di conversazione, fino ad un massimo di 10 € per 5 minuti.

Il Movimento Difesa del Cittadino commenta così, in una nota, quanto emerso dalla propria inchiesta: "Tariffe appiattite verso l'alto, costi poco comprensibili dall'utente ed errori nelle informazioni". "A due anni e mezzo dalla Delibera dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Delibera N° 9/03/CIR) che ha liberalizzato questi servizi, non c'è una vera concorrenza perché i prezzi applicati dalle tre società sono al limite massimo stabilito dall'Autorità. Oltretutto, conoscere i costi delle chiamate non è facile, perché l'utente deve fare una seconda chiamata ad un numero verde. Il Movimento Difesa del Cittadino segnalerà questa inaccettabile situazione al limite del cartello".


CHI USA OPENOFFICE è ALL'AVANGUARDIA !

 

 

Il Massachusetts taglia fuori Office

Lo stato USA chiede formati standard: Microsoft è automaticamente esclusa.

[25-09-2005]

Loghi sovrapposti a diverso contrasto
L'egemonia di MS-Office sta per sbiadire?

La riunione di settembre del Massachusetts IT Advisory Board, l'organo statale che si occupa delle tecnologie informatiche, ha formalizzato mercoledì scorso il documento programmatico, con cui lo stato si impegna a adottare gli standard XML per la documentazione che transita per gli uffici pubblici.

Il documento, nome in codice ETRM 3.5 (Enterprise Technical Reference Model versione 3.5), è stato completato dopo una lunga discussione. Esso rappresenta il culmine di un progetto ambizioso per promuovere l'uso di open source e standard aperti. Lo scopo è non solo risparmiare palanche, ma anche e soprattutto assicurare l'interoperabilità tra le varie agenzie.

Il Massachusetts ha scelto il formato OpenDocument, caldeggiato da un'organizzazione come OASIS, per tutti i documenti elettronici creati all'interno della struttura pubblica. Sebbene il progetto sia completo, è prevista un'ulteriore discussione prima della ratifica ufficiale. Comunque, dicono a Boston, "il board ha, tra i suoi poteri, quello di stabilire gli standard per i documenti elettronici creati dalle agenzie statali."

L'ETRM si applicherà soltanto ai documenti nuovi, la scadenza per la migrazione a programmi da ufficio compatibili è stata fissata al 1 gennaio 2007. Tra i software "approvati" ci sono Openoffice, StarOffice, KOffice, e IBM Workplace.

I più attenti avranno notato la singolare esclusione di Microsoft Office 2003, la suite di gran lunga più usata nel mondo, che non sarebbe accettabile secondo le nuove regole. Il motivo, per chi non lo sapesse, sta nella cocciuta determinazione di Redmond a non aderire ad alcuna norma internazionale, preferendo imporre i propri formati proprietari come standard di fatto.

martedì 13 settembre 2005

L'utente sa che non deve sbloccare il cellulare

L'utente sa che non deve sbloccare il cellulare

Le precisazioni di 3: i clienti sono consapevoli che con l'acquisto di un telefonino a un prezzo fortemente scontato si impegnano a rimanere cliente dell'operatore per un certo periodo. Lo sblocco abusivo è un illecito.

In riferimento all'articolo Criminalizzazione di massa degli utenti di 3, 3 Italia desidera aggiungere alcune precisazioni, che volentieri pubblichiamo:

3 Italia ha deciso di entrare nel mercato italiano investendo sull'acquisto dei terminali UMTS da parte dei propri clienti, con l'obiettivo di ridurre le barriere all'ingresso.

In altre parole, ottengo un videofonino ad un prezzo fortemente scontato (lo pago circa 1/3 del valore di mercato) in cambio del mio impegno a rimanere cliente dell'operatore per un certo periodo di tempo. Di tutto questo, i clienti sono consapevoli:
- dalla pubblicità;
- dal contratto che viene adeguatamente illustrato prima della sottoscrizione;
- perché per aprire la confezione del videofonino devono rompere un sigillo che riporta correttamente queste informazioni.

Si tratta di una formula che non ha mancato di riscuotere un certo successo tra gli Italiani (4,5 milioni di clienti in meno di 30 mesi dal lancio), posto che per anni sono stati gli unici europei a pagare i cellulari a prezzo pieno, e che ha consentito di proporre l'UMTS al mercato italiano molto prima che nel resto d'Europa.

Lo sblocco abusivo del cellulare - ma non lo dice 3 Italia, lo dicono le procure di mezza Italia - è un illecito penalmente rilevante al quale si applicano gli articoli 615 ter c.p. (accesso abusivo a sistema informatico o telematico, che prevede una pena fino a 3 anni di reclusione - 5, in caso di aggravanti), 615 quater c.p. (detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici: reclusione fino ad 1 anno) e 640 ter c.p. (frode informatica: reclusione da 6 mesi a 3 anni).

Solo incidentalmente faccio notare che lo sblocco del telefono utilizza tecniche in tutto e per tutto simili a quelle utilizzate per modificare in modo ilegale l'IMEI, il codice che identifica in modo univoco un cellulare al di là della linea telefonica.

Questo vanifica il sistema messo a punto in Europa come deterrente contro i furti dei telefonini e basato su black list in cui proprio il codice IMEI permette di individuare un telefonino rubato, impedendone l'attivazione in rete grazie all'accordo fra gli operatori. Nello stesso modo, si rende impossibile l'intercettazione delle linee assegnate al telefono di persone oggetto di indagini giudiziarie, favorendo così la potenziale commissione di ulteriori,diversi, reati.

Che 3 Italia sia stata costretta a intervenire perché la società sia oggi "con l'acqua alla gola" o perché debba affrontare "un forte indebitamento" sono considerazioni piuttosto azzardate, tutt'al più giudizi personali che non discuto.

Gian Marco Litrico, 3 Italia
Direttore Relazioni Esterne e Rapporti con i Media

La truffa dei numeri 0878

La truffa dei numeri 0878

Archiviata la numerazione 899, il pericolo per le bollette telefoniche sta diventando il 0878 per il televoto: la disabilitazione è possibile solo a pagamento.

Si è appena placata la tempesta delle polemiche legate agli addebiti per i dialer 899 in bolletta telefonica, senza che l'utente ne fosse consapevole, che scoppia l'emergenza 0878.

La numerazione 0878 è in genere utilizzata per il televoto nei programmi televisivi, ma in questo caso si tratta di addebiti per collegamenti Internet, che si realizzano in automatico attraverso programmi che si autoinstallano nel Pc. Gli addebiti possono arrivare anche a 200 euro.

La disabilitazione per questa numerazione si può richiedere a Telecom Italia ma costa 3,13 euro al mese; le associazioni dei consumatori chiedono a Telecom di offrire gratuitamente la disabilitazione permanente per gli 0878.

Agli utenti, in caso di addebiti ingiustificati, viene consigliato di inoltrare un reclamo scritto a Telecom Italia, inviandolo anche all'Autorità di Garanzia per le Comunicazioni.

Katrina, attenzione ai virus e alle truffe

Katrina, attenzione ai virus e alle truffe

Circolano email che chiedono fondi per aiutare le vittime della Louisiana; ma attenzione, possono nascondere trojan o essere solo delle truffe
Lo sgomento e la solidarietà verso le vittime della catastrofe naturale che si è abbattu ta su New Orleans, la Louisiana e le altre regioni degli Usa, investite dall'uragano Katrina sono generalizzate e diffuse ma, purtroppo, c'è chi ne approfitta.

il Coronavirus contagia i mercati energetici

Rapporto del primo trimestre del 2020 sul mercato dell'energia: come il Coronavirus, il clima mite e i prezzi bassi hanno cambiato le co...