L'utente sa che non deve sbloccare il cellulare

L'utente sa che non deve sbloccare il cellulare

Le precisazioni di 3: i clienti sono consapevoli che con l'acquisto di un telefonino a un prezzo fortemente scontato si impegnano a rimanere cliente dell'operatore per un certo periodo. Lo sblocco abusivo è un illecito.

In riferimento all'articolo Criminalizzazione di massa degli utenti di 3, 3 Italia desidera aggiungere alcune precisazioni, che volentieri pubblichiamo:

3 Italia ha deciso di entrare nel mercato italiano investendo sull'acquisto dei terminali UMTS da parte dei propri clienti, con l'obiettivo di ridurre le barriere all'ingresso.

In altre parole, ottengo un videofonino ad un prezzo fortemente scontato (lo pago circa 1/3 del valore di mercato) in cambio del mio impegno a rimanere cliente dell'operatore per un certo periodo di tempo. Di tutto questo, i clienti sono consapevoli:
- dalla pubblicità;
- dal contratto che viene adeguatamente illustrato prima della sottoscrizione;
- perché per aprire la confezione del videofonino devono rompere un sigillo che riporta correttamente queste informazioni.

Si tratta di una formula che non ha mancato di riscuotere un certo successo tra gli Italiani (4,5 milioni di clienti in meno di 30 mesi dal lancio), posto che per anni sono stati gli unici europei a pagare i cellulari a prezzo pieno, e che ha consentito di proporre l'UMTS al mercato italiano molto prima che nel resto d'Europa.

Lo sblocco abusivo del cellulare - ma non lo dice 3 Italia, lo dicono le procure di mezza Italia - è un illecito penalmente rilevante al quale si applicano gli articoli 615 ter c.p. (accesso abusivo a sistema informatico o telematico, che prevede una pena fino a 3 anni di reclusione - 5, in caso di aggravanti), 615 quater c.p. (detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici: reclusione fino ad 1 anno) e 640 ter c.p. (frode informatica: reclusione da 6 mesi a 3 anni).

Solo incidentalmente faccio notare che lo sblocco del telefono utilizza tecniche in tutto e per tutto simili a quelle utilizzate per modificare in modo ilegale l'IMEI, il codice che identifica in modo univoco un cellulare al di là della linea telefonica.

Questo vanifica il sistema messo a punto in Europa come deterrente contro i furti dei telefonini e basato su black list in cui proprio il codice IMEI permette di individuare un telefonino rubato, impedendone l'attivazione in rete grazie all'accordo fra gli operatori. Nello stesso modo, si rende impossibile l'intercettazione delle linee assegnate al telefono di persone oggetto di indagini giudiziarie, favorendo così la potenziale commissione di ulteriori,diversi, reati.

Che 3 Italia sia stata costretta a intervenire perché la società sia oggi "con l'acqua alla gola" o perché debba affrontare "un forte indebitamento" sono considerazioni piuttosto azzardate, tutt'al più giudizi personali che non discuto.

Gian Marco Litrico, 3 Italia
Direttore Relazioni Esterne e Rapporti con i Media

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