Identificate 2.600 spie con l'aiuto del web

Un'inchiesta del «Chicago Tribune» mette in imbarazzo l'Agenzia
Caccia agli agenti Cia. Gli indirizzi? Su Internet
Identificate 2.600 spie con l'aiuto del web
Per scoprire una spia, una volta, dovevi fare ore di pedinamenti, mettere le mani nel suo bidone della spazzatura, studiare i suoi contatti. Un lavoro estenuante che impegnava uomini e risorse. Oggi è tutto più facile. Lo dimostra l'eccezionale inchiesta del Chicago Tribune: abbonandosi ad alcuni motori di ricerca Internet, il giornalista John Crewdson ha svelato l'identità di 2.600 agenti Cia, ha individuato dozzine di basi segrete, ha scoperto 50 numeri interni, ha localizzato le abitazioni degli 007, ha seguito i voli speciali dell'Agenzia. Un colpo formidabile che ha gettato nello sconforto i vertici della Company, la compagnia. Il direttore Porter Goss, alle prese da mesi con una ristrutturazione interna in seguito ad una lunga serie di brutte figure, si è detto «sconvolto» per la facilità con la quale un reporter è riuscito a spiare la massima agenzia di intelligence al mondo. Con molta correttezza e attento a non incappare in pesanti sanzioni per aver violato il segreto dei segreti, il Chicago Tribune ha evitato di diffondere nomi e dati che possano compromettere la sicurezza sia degli agenti che del Paese.

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